Follow-NoFollow

WordPress: gestire il dofollow e il nofollow dei commenti

doFollow e il nofollow sui vostri articoli

Molti blogger, per incoraggiare i propri lettori a commentare, impostano in automatico il dofollow ai commenti. L’attributo dofollow indica agli spider bot che l’URL indicata deve essere seguita e indicizzata, mentre l’attributo nofollow blocca lo spider e gli dice di non seguire l’URL.

Poichè molti utenti riportano a siti di casinò online, porno e siti vari, impostare il dofollow in automatico può causare una penalizzazione da parte di Google e, in casi molto gravi, può causare il ban del sito dal motore di ricerca. Per gestire meglio i dofollow e i nofollow esiste un plug-in gratuito che si chiama SMU Manual DoFollow.

Esso permette di decidere quali utenti e quali e-mail possono avere in automatico il dofollow ai propri link e chi invece deve avere il nofollow. Permette di gestire i singoli commenti e i singoli link impostando manualmente il dofollow e il nofollow. E’ facile da installare e da configurare e, soprattutto, è gratuito.

Per installare il plug-in effettuate il log-in nel vostro pannello di amministrazione, andate su Plug-in -> Aggiungi nuovo e cercate SMU Manual DoFollow e procedete con l’installazione.

Qui trovate la pagina del plug-in direttamente da WordPress.org dove potete vedere le diverse features del plug-in e dare un’occhiata agli Screenshots.

Se avete problemi con il plug-in e con la sua installazione lasciate pure un commento, vi aiuterò appena possibile!

Google Penguin Update – Cosa cambia nei testi web?

Di recente, Google ci ha offerto un altro viaggio allo Zoo. Come d’abitudine, infatti, il nuovo aggiornamento riguardante l’algoritmo prende il nome da un animale.

Lo scorso anno abbiamo avuto a che fare con il Panda Update che ha variato gli algoritmi di Google in modo da penalizzarei siti colmi di archivi di articoli scritti unicamente per generare traffico, spesso e volentieri frutto di manipolazioni, zeppi di backlink verso siti da promuovere.

Google Penguin Update, rilasciato il 24 aprile 2012, si rende portatore di ulteriori e ingenti cambiamenti nell’algoritmo che determina la modalità di ranking per quanto concerne i testi per siti web e nel modo di valutare la rilevanza dei contenuti stessi; per quanto stimato, l’algoritmo dovrebbe colpire il 3,1% delle “queries” in inglese e il 3% di quelle in altre lingue come tedesco, arabo e cinese.

Quanto appena descritto rappresenta un grande cambiamento nel settore in cui TestiSeo si posiziona; tenendoci costantemente informati, possiamo garantire ai nostri clienti il miglior servizio redazione testi. Nonostante il cambiamento delle poliche, il nostro approccio al metodo di lavoro cambia poco: abbiamo sempre creduto, e continuamo a credere, che informazioni di qualità e ben scritte siano alla base del miglior contenuto possibile, quello che intendiamo offrire sia ai visitatori del tuo sito, sia a Google. E, fortunatamente, possiamo portare a supporto delle nostre idee fatti tangibili, ovvero un miglioramento dei nostri ranking in seguito al rilascio dell’aggiornamento. Un “hurrà” per noi e per i nostri clienti!

Google Penguin Update: addio keyword stuffing

Attualmente c’è ancora il panico nel business online mentre le diverse aziende SEO stanno ancora cercando di capire esattamente quali effetti il nuovo Penguin avrà sui siti web e come sia possibile contrastare i cambiamenti. Tuttavia, in merito all’argomento, esiste un elenco stilato dallo stesso Google.

Il nuovo Penguin Update, secondo quanto riportato da Google, avrà effetto sui seguenti:

  • Il keyword stuffing;
  • il cloaking;
  • la partecipazione a link schemes.

Tra le azioni sovracitate, la più importante nella nostra attività riguarda il “keyword stuffing”; ci concentreremo su questa, per il momento, considerato che la “procedura” in questione è strettamente connessa alla redazione di contenuti e testi online.

Che cos’è il keyword stuffing?

Facciamo un esempio sul keyword stuffing. Il keyword stuffing si verifica quando nel testo si continua ad usare la stessa keyword, per esempio “keyword stuffing”, così spesso da rendere quasi impossibile la lettura. Avete notato quante volte abbiamo usato la parola chiave “keyword stuffing” in un brevissimo paragrafo in merito al keyword stuffing?

Che cosa posso fare se sono stato penalizzato da Google dopo il rilascio del Penguin dallo Zoo e nel caso in cui pensassi che sono i testi la causa di tale penalità?

Assicurati che i tuoi testi siano scritti in modo adeguato, leggibili da qualsiasi essere umano. Non dai motori di ricerca. Si spera che tu non abbia invaso i tuoi contenuti con una quantità enorme della stessa parola chiave (come da esempio qui sopra), ma, nel caso in cui lo avessi fatto, non ti rimane che riscrivere i tuoi testi in modo tale che siano scorrevoli e di facile comprensione per chiunque. I giorni in cui esagerare con le keywords ha funzionato (e, sì, ha funzionato, in effetti)… sono finiti.

Questo non significa necessariamente che ora sia auspicabile evitare di ricorrere a keyword, metatitle e metadescription. È sufficiente non strafare. Concentrati sulla qualità delle notizie e ricordati di usare le parole chiave dove altamente pertinenti, rilevanti e logiche. Non aver paura di usare pronomi come “egli”, “loro”, “esso”, ecc. E dimentica tutto quello che hai appena letto in questa pagina. I tempi sono cambiati: per scalare la vetta dei motori di ricerca, sarà meglio adeguarsi e stare al passo.

Scrivere su internet

Scrivere su internet: le regole d’oro da non dimenticare mai

Web copywriting: poche regole semplici per creare buoni contenuti

Scrivere su internetScrivere su internet è un’attività complessa, che richiede tecniche e accorgimenti: anche se tutti possono creare un blog, pubblicare un annuncio o una recensione, aprire un piccolo spazio ecommerce, sono ancora pochi quelli che riescono a farlo bene. Seguire delle piccole regole d’oro per la creazione dei nostri contenuti scritti può senza dubbio aiutarci a sfruttare al meglio le straordinarie potenzialità che il web ci offre.

  • Usa l’italiano! Sembra superfluo sottolinearlo, ma la prima regola dovrebbe essere proprio quella di conoscere la lingua in cui si scrive. Molti degli articoli che ogni giorni ci capita di trovare sul web, anche quando sono sicuramente scritti in modo perfetto in ottica SEO (sono fatti, cioè, per piacere ai motori di ricerca), spesso sono da mani nei capelli per quanto riguarda grammatica e ortografia. Nessuno chiede che i contenuti di un sito vengano scritti da Manzoni o Pavese, ma un minimo di correttezza stilistica ci vuole. Prima di scrivere un post, meglio passare un po’ di tempo a leggere un buon libro (anche in formato ebook), tanto per capire che la forma non va mai dimenticata.
  • Parla di cose che conosci. Su internet possiamo trovare tutto e il contrario di tutto. Possiamo incappare nel blog di un docente universitario o in quello di una casalinga disperata, e vedere che in entrambi i casi si parla di uno stesso tema, trattato però in maniere piuttosto differenti, ovviamente. Gli sforzi dei motori di ricerca, negli ultimi anni, si sono concentrati molto sul problema delle fonti, della credibilità e dell’affidabilità di un contenuto (si pensi all’importanza crescente di Google Authorship). Per scrivere su internet un buon contenuto prenditi tempo, studia, approfondisci, fatti una scaletta, trova riferimenti precisi (se devi citare, cita il blog del professore e non quello della casalinga…). Il sito non scappa, anche se impieghi un giorno in più per migliorare il tuo pezzo, non succede nulla: anzi, gli utenti premieranno sicuramente i tuoi sforzi con più visite, più condivisioni, più commenti. Ne vale davvero la pena.
  • Rivolgiti al tuo target di riferimento. Chi dovrebbe leggere i tuoi post? Come pensi che gli utenti possano arrivare a te? Cosa vuoi ottenere con il tuo contenuto (visite, vendite, registrazioni, ecc.)? Se non sai rispondere a queste domande, meglio non accendere neanche il computer. A un click da te ci sono migliaia di concorrenti in grado di conquistare i tuoi lettori potenziali: arriva per primo coinvolgendoli, appassionandoli, emozionandoli. Conosci i tuoi lettori per dar loro la soddisfazione che cercano, altrimenti lo farà qualcun altro.
  • Aiuta la lettura: uno schermo non è un libro. Gli studi sulla curva dell’attenzione e i focus di lettura insegnano: per essere letto, devi aiutare gli altri a leggerti. Dividi il testo in paragrafi, usa bene il grassetto per evidenziare i passaggi che ritieni più importanti, usa gli elenchi puntati e numerati, gestisci gli spazi bianchi: non appesantire lo schermo con blocchi di testo in cui è difficile districarsi sin dal primo sguardo. Se serve, utilizza altri colori oltre al nero: questo renderà più accattivanti le tue pagine e focalizzerà l’attenzione del lettore dove vuoi tu da subito. Cerca il più possibile di evitare le parole in corsivo e sottolineate: appesantiscono la lettura.
  • Non solo parole: immagini, video, grafici, ecc. Prima di sprecare tempo a scrivere su internet post lunghissimi e ridondanti, ricorda che spesso un’immagine vale più di mille parole. Trova sul web le foto che fanno al caso tuo, ed usale. Youtube è inoltre un miniera di informazioni e contenuti su tutto lo scibile umano: qualcun altro si è già preso la briga di fare un video, montarlo e caricarlo per te, perché non sfruttare questa occasione? Se i concetti che esprimi ti sembrano complessi, disegna una bella infografica di accompagnamento: il web è pieno di strumenti gratuiti per farne una (Infogr.am, Visual.ly, Creately, e molti altri).
  • Al netto di tutto: scrivi. Confermo tutti gli accorgimenti e le regole che ho appena scritto, ma una li sovrasta tutti: continua a scrivere!!! Solo la pratica, infatti, può aiutarti a scrivere bene su internet, a prendere confidenza, ad imparare dai tuoi errori. Se non cominci mai a scrivere, non riuscirai mai a farlo bene.

Quali altre regole d’oro per scrivere su internet vi vengono in mente?

Algoritmi Google

Grazie a specifici software sono in grado di individuare l’effetto degli aggiornamenti degli algoritmi di Google sui siti web dei clienti. Gli ultimi aggiornamenti Penguin e Panda in primis, ma anche quelli minori come Local, Structural ed altri portano ogni anno sensibili e non di rado importanti scossoni sui posizionamenti dei siti web sul Serp di Google, quindi sui posizionamenti dei siti web.

Saper adeguare i siti web ai nuovi algoritmi e saper monitorare gli effetti di questi sui siti web permette di tenere sotto controlla la visibilità delle aziende sul web e di conservare e capitalizzare nel tempo investimenti SEO fatti precedentemente. Sono in grado di individuare e risolvere problematiche SEO derivanti dall’inadeguatezza dei siti web ai nuovi standard ed algoritmi di Google, risolvere o arginare penalizzazioni.

La differenza tra i diversi SEO e le SEO Agency sta spesso nella capacità di utilizzo e/o conoscenza dei software piu evoluti sul mercato atti a svolgere le specifiche funzioni SEO nei diversi ambiti ed a risolvere le criticità, sapendo interpretare i dati di questi come un medico sa svolgere una corretta anamnesi su un paziente dagli opportuni esami strumentali, “quindi ricordare sempre di  non affidarsi a dei SEO improvvisati”. 

Esempio : Una videata screen inerente l’algoritmo Panda, in rosso le linee temporali di entrata degli aggiornamenti Panda ed il traffico di un sito web di un cliente.

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